sabato 9 settembre 2017

Potenza della comunione

di fra Damiano Angelucci


Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20) - XXIII domenica del tempo ordinario
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

COMMENTO
Nel capitolo 16 del Vangelo di Matteo Pietro è stato definito da Gesù la pietra su cui egli avrebbe costruito la sua Chiesa, colui che ha il potere di legare e sciogliere, una sorta di plenipotenziario dello stesso Gesù. 

sabato 29 luglio 2017

Chi cerca trova ( anche quando non cerca )

di fra Damiano Angelucci


Dal Vangelo secondo Matteo (13,44-52 ) - XVII Domenica del tempo ordinario
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

COMMENTO
Non vorrei sminuire le parabole di Gesù ad un semplice proverbio di ordinaria tradizione popolare, quasi che la sapienza del Signore non aggiungesse nulla a quella dell’uomo. Mi sembra invece che le sfumature delle parabole di Gesù, nella loro leggera diversità, comunicano una straordinaria profondità. Il commerciante di perle va alla ricerca di qualcosa di prezioso; egli gioca al rilancio; si tratta di un uomo che commerciando e vivendo di esso è capace di intuire che una perla potrebbe fruttare molto di più del suo valore attuale. E così via, di acquisto in acquisto fino ad arrivare al termine della sua corsa, alla perla più preziosa, quella che soddisfa il suo appetito di bellezza. Potrà essere sicuro che non vi siano perle ancora più preziose? In principio no. Ma quella bellezza appaga il suo desiderio e tanto gli basta. 

martedì 11 luglio 2017

Campo scuola 2017



Si è appena concluso il campo scuola dei Frati Cappuccini delle Marche, che quest'anno si è svolto a Cingoli, in collaborazione con le parrocchie cappuccine di Fermo, Macerata, Ascoli, Montottone e Monsampietro Morico. 68 ragazzi e ragazze si sono ritrovati insieme per condividere una settimana di preghiera, di amicizia, di gioco, di riflessione, di servizio e di tanta tanta allegria. Al link sottostante trovate le foto più belle di questa splendida prima esperienza che, a Dio piacendo, avremo modo di ripetere nei prossimi anni.

domenica 25 giugno 2017

Chi perde una battaglia ma vince la guerra

di fra Damiano Angelucci




Dal Vangelo secondo Matteo (10,26-33) - XII Domenica del tempo ordinario
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

COMMENTO
Un imperativo ripetuto tre volte: non abbiate paura! Né degli uomini, né di quelli che tra questi potrebbero addirittura uccidere in odio alla fede professata e annunciata. Perché tutta la storia del mondo e, a maggior ragione, della sua Chiesa, è fortemente nelle mani di Dio, contrariamente alle apparenze.

sabato 27 maggio 2017

Tra dubbi ed esitazioni

di fra Damiano Angelucci


Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20) - Solennità dell'Ascensione
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

COMMENTO
San Giovanni Paolo II disse che “la fede si rafforza donandola” (Redemptoris Missio, 2), considerando così un dato di fatto l’imperfezione della fede di colui che va ad annunciare la Buona Novella di Cristo. Ed imperfetta doveva essere anche la fede degli undici discepoli ri-convocati da Gesù sul monte in Galilea dopo la sua risurrezione, se è vero che alla sua vista si prostrarono, ma allo stesso tempo dubitarono.

domenica 21 maggio 2017

Nello sguardo dello Spirito

di fra Damiano Angelucci



Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21) - VI domenica di Pasqua
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

COMMENTO
“Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Molti di noi avranno sentito questa bellissima frase tratta dalla celebre favola per adulti “Il Piccolo Principe”. Vedere col cuore significa vedere a partire da un atteggiamento di simpatia, di affetto profondo nei confronti di ciò che si guarda. Quante volte e quante cose noi vediamo eppure non le conosciamo, cioè non siamo capaci di coglierne il significato, la bellezza più intima e vera che racchiudono!